Povero

scritto da conchiglie il lunedì, 03 agosto 2009,12:44

E bravi tutti. E bravo il miracolato..eh, bravo si, miracolato non direi. Bisogna utilizzare un "verbo" congruo per ogni situazione. Non sei un miracolato, semplicemente io ti defineriei un privilegiato. Però, da ora testa china sulla mia condizione, TESTA CHINA SUL PRECARIATO che tanto ti offendeva...povero "figlio di " con gli studi programmati e pagati...povero , che si lamentava dei suoi 2500 euro lordi, povero.

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Un atto di tutela

scritto da conchiglie il giovedì, 14 maggio 2009,12:45

Non te lo dico per non ferirti

di quanto male io ho.

Delle lacrime che mi hanno svegliato,

non te lo dico,

per non ferirti.

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In onore del viscido MC

scritto da conchiglie il mercoledì, 13 maggio 2009,13:53

Qui si sta malissimo...e vaffanculo tutti, amministrativi, sanitari, soggetti dalle professionalità non ben inquadrate... vaffanculo all'ipocrisia, ai vestiti firmati, agli occhiali da sole...all'acido cloridrico che scivola fuori quando aprite la bocca...qui si sta malissimo e mi viene da vomitare...e vaffanculo a quel decerebrato che si da arie di efficenza, al suo modo disgustoso di mangiare, ai suoi sorrisini nauseanti...vaffanculo.

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Parliamone, sebbene non come vorrei...

scritto da conchiglie il giovedì, 12 marzo 2009,13:54

Sarà il caso di parlarne, almeno in questa sede. Sarà (forse) il caso di pensare alle emotività che mi hanno spinto fra le sue braccia prima e nel suo letto poi...non so che cosa sia per me l'essere fragile e dolce che si è aggrappato alla mia vita per fuggire dalla sua..non so!...e intanto nei suoi sogni volano confetti ...ed io?.

 

 

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Lavorare in un ente pubblico

scritto da conchiglie il venerdì, 06 febbraio 2009,13:56

Non riesco a sfogare la mia rabbia sociale, che chiusa nello stomaco divora pareti e carne...quintali di malox per lenire il dolore acido e graffiante.Qui, di fronte ai miei occhi, ormai porta chiusa sull'anima, c'è una piccola serpe che intesse relazioni dirigenziali opportunistiche.Qui, di lato ai miei occhi, ormai muro dell'anima, c'è una sgambettatrice professionista  e tutto intorno il silenzio di chi come me è nel posto sbagliato.Gli uffici accanto sono colmi di borghesia fetida ed io figlia di operai  pigio diligentemente la mia tastiera aspettando il riscatto sociale. Tagliata fuori dal buon affare mi taglia fuori dal buon costume.Non potendo dire qui cosa io provo, urlo ora, in questa sede che provo un gran senso di nausea!

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Conchiglie infondo al mare

scritto da conchiglie il martedì, 20 gennaio 2009,11:04

Succede che lui è triste...ed io in fondo al mare.

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I ciliegi e la primavera

scritto da conchiglie il lunedì, 19 gennaio 2009,13:50

Si fa di tutto, ostinatamente, per cercare di non ripercorrere quei giorni di felicità con le gambe, ora, stanche di rimpianti. Una difficoltà enorme nel tentativo di concentrare la propria quotidiana sofferenza in una stanza lontana da quella del mondo conscio. Una storia banale, di un amore finito e di nodi in gola, di pugni nella pancia e lacrime costrette a vincere la forza di gravità per tornare indietro.   Chiusa in una stanza,Luca era morto, immagini di vita osservata come in un quadro di impressionisti francesi, e poi un giorno Lui, che fece di me quello che la primavera fa con i ciliegi. Con la grazia dell'incoscienza edificammo il presente, una città, una strada, una casa. Un giorno la primaverà finì e venne l'estate per i ciliegi ed i frutti maturi marcirono sui rami.

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Psicologia famigliare

scritto da conchiglie il lunedì, 29 dicembre 2008,15:49

Le lunghe, testarde, tendenze famigliari all'esilio sociale si ripercuotono sul mio vivere. Intriso di paure dell'altro scivola via il tempo e restiamo soli adagiati come soprammobili su un divano a cospargerci il capo di cenere, quella che a breve diventeremo.Al buio scopriamo che gli anni sono andati e invano cerchiamo di rendere più orribile il presente. Depressione genealogica a cornice del sorgere e tramontare immutabile del sole...ormai è sera...e lo è per tutti noi.  Sono la prima laureata di un intricato stelo di rami appesi ai quali si trovano i nomi dei mie avi, dei miei nonni, dei miei genitori.Alcuni tronchi sono recisi, altri non ben identificati, mia madre fu abbandonata da bambina...ed io sono la prima laureata, riscatto sociale di intere generazioni di braccianti ed operai che con gli occhi fissi mi scrutavano il giorno in cui discussi la mia tesi.

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